Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

Thomas Sankara, il “Che Guevara” africano

Thomas Sankara, il “Che Guevara” africano

(Martini Luca, Arianna Mastrangeli, Viviana De Bellis, Luca Ippoliti) – Un militare, un politico, un rivoluzionario: Thomas Sankara, personaggio fondamentale della storia africana e che cambiò radicalmente la politica del Burkina Faso. Cresciuto in una famiglia di contadini, classe che allora costituiva il 90% del Paese, a 32 anni diventò capo del governo dopo il colpo di stato al governo di Saye Zerbo, in cui Sankara era segretario, ruolo a cui rinunciò dopo aver visto i “traffici” consumati nell’amministrazione statale. Venne chiuso in prigione dopo un altro colpo di stato, causato anche dall’evidente infiltrazione dell’intelligence francese, ma in seguito a svariate manifestazioni per la sua liberazione, il governo cadde e Sankara venne scarcerato, diventando presidente del Burkina Faso il 4 agosto del 1983. Iniziò quindi la rivoluzione burkinabé. Sotto il suo governo, il Paese passò dal 143° al 78° per ricchezza nel mondo, attraverso riforme sociali nell’agricoltura, nella sanità, nell’istruzione, nell’emancipazione della donna, nell’economia e nell’amministrazione pubblica. La campagna più importante fu quella contro il debito, accusando pesantemente i Paesi ex-colonizzatori (come la Francia e gli Stati Uniti) e invitò tutti gli altri capi di stato africani a non pagare il debito, svincolarsi da esso e creare un nuovo inizio utilizzando le sole forze dell’Africa. Il 29 luglio 1987 Sankara tenne un discorso all’assemblea delle Nazioni Unite sottolineando ancora la situazione del debito africano, ma questa volta le conseguenze furono peggiori: fu vittima di un colpo di stato, organizzato dal suo “amico” Campaorè, con cui aveva compiuto il primo golpe, e venne ucciso insieme ad altri 12 compagni. Nonostante la sua morte, la memoria di questo grande rivoluzionario resterà impresso nella memoria non solo africana, ma anche di quella mondiale.

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