Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

Storia di un camposcuola

Storia di un camposcuola

(Matteo Ippoliti) – Tappa fissa negli anni del liceo per tutte le generazioni di studenti è quella della gita scolastica. La scelta della meta, i preparativi , la trepidante attesa e finalmente la partenza. Forse è proprio il rappresentare qualcosa di diverso, al di fuori dall’ordinario, che la rende un momento così magico e indimenticabile. In quei pochi giorni in cui si condivide tutto 24 su 24 no, si rafforzano le amicizie, ne nascono di nuove e i legami tra compagni di classe diventano sempre più stretti. Per un ragazzo in età liceale l’esperienza della gita rappresentar quindi un momento di crescita fondamentale. Oltre a un’occasione di socialità e di divertimento peró, è importante ricordare il vero scopo del “ viaggio di istruzione “ , ovvero quello di fornire un approfondimento culturale e didattico che non ha meno valore rispetto alle lezioni svolte tra i banchi di scuola.
“ Siamo stati in Sicilia occidentale ,dove abbiamo visitato Palermo, Mondello, la Valle dei templi Bagheria, Cefalú abbiamo fatto anche una bella escursione in traghetto all’isola di Mozia .È stata un’esperienza unica, abbiamo visto posti mozzafiato, pieni di storia, la Sicilia non tradisce mai “ ci racconta Davide Bacci (2b classico).
“Credo che divertimento e apprendimento siano due elementi giustamente complementari: abbiamo visto luoghi legati al mondo dell’antica Grecia che sono molto vicini al nostro percorso di studi, ed è stato utile ed emozionante trovarsi di persona in quei posti che studiamo sui libri. Tuttavia I professori hanno comunque lasciato il giusto spazio al divertimento e allo svago. Ad esempio abbiamo avuto occasione di giocare a pallone sulla spiaggia di Mondello” spiega, invece, il suo compagno Giacomo Barresi.
“Il rapporto con la classe è assolutamente migliorato – afferma Giulia Riva- , si è creata un’atmosfera particolare e senza dubbio siamo tornati molto più uniti di prima. Sarebbe veramente un peccato se, come sembra, per questioni numeriche legate al provveditorato, dovessimo essere smembrati e divisi dopo due anni passati insieme. Anche la professoressa, che inizialmente era un po’ titubante ad accompagnarci, è poi stata molto felice di essere partita con noi.
“L’anno prossimo saremo al triennio, finalmente potremo andare anche all’estero. Personalmente mi piacerebbe visitare la Spagna, un luogo che da sempre mi affascina. È un viaggio che dai racconti dei nostri compagni più grandi sembra davvero allettante” è il commento di Giacomo Barresi.

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