Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

L’inferno dell’Australia

L’inferno dell’Australia

(Gabriele Granata, Alessia Riccardi) – Diventa giorno dopo giorno sempre più drammatica la situazione in Australia. Gli incendi che divampano dallo scorso settembre hanno bruciato circa 8 milioni di ettari di territorio. Le fiamme hanno distrutto estese aree boschive che circondano Sydney, tra cui parchi nazionali e aree protette che ospitano specie animali e vegetali da salvaguardare. Il fumo degli incendi, che ha percorso migliaia di chilometri arrivando fino alla Nuova Zelanda e al Sudamerica ha reso irrespirabile l’aria di molte città australiane. A Canberra è stata registrata la peggiore qualità dell’aria al mondo, mentre a Sydney si è verificato un aumento dei ricoveri ospedalieri per problemi respiratori del 10 per cento. Oltre 1000 case sono state distrutte, migliaia di persone sono state evacuate e i militari sono stati inviati per portare beni di prima necessità alle città più colpite. È stato stimato il numero di animali morti negli incendi: sarebbero morti circa 487,5 milioni di animali tra cui rettili, uccelli e mammiferi ma secondo il Wwf Australia potrebbero essere un miliardo di animali morti direttamente e indirettamente. Questi dati sono preoccupanti in quanto la fauna è composta da animali unici al mondo che si sono evoluti separatamente dal resto del pianeta. Le vittime più colpite sono koala, canguri e opossum. Metà degli incendi sono causati dai fulmini e metà dall’uomo per cause dolose e colpose, ma gli incendi più grandi sono causati dai fulmini in quanto hanno colpito aree disabitate. Un’altra causa è l’aumento delle temperature nel paese causate dal riscaldamento globale che porta lunghi periodi di caldo e una maggiore siccità che rende il terreno più secco e arido. Per estinguere gli incendi non sono sufficienti solo i mezzi aerei che possono solo rallentarli ma servono le squadre di terra. Tuttavia fiamme alte decine di metri non permettono a queste di operare. L’unione europea è al fianco di tutti gli australiani colpiti dal disastro, infatti il presidente del consiglio europeo Charles Michel ha offerto al premier australiano Scott Morrison ogni tipo di assistenza nella lotta agli incendi boschivi. Michel ha dichiarato che l’Unione europea ha fornito un supporto concreto tramite le mappe satellitari che hanno facilitato le operazioni di soccorso. “la stagione calda anticipata e intensa di quest’anno è un presagio di ciò che verrà e un forte indicatore che alcuni degli effetti del cambiamento climatico sono già in atto” spiega la ricercatrice Crystal A. Kolden. Dobbiamo quindi impegnarci a ridurre le nostre emissioni con comportamenti collettivi più sostenibili avendo fiducia nei movimenti dei giovani con la speranza che possano smuovere le coscienze delle classi politiche.

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