Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

La Terra è la nostra casa

La Terra è la nostra casa

(Michele Abdel) – Ormai da tempo si parla della necessità di aver cura della natura che ci circonda. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un aggravarsi del livello di inquinamento ambientale della Terra, danneggiato sempre più dall’incuria umana: i ghiacciai dei poli si stanno sciogliendo, molte specie animali rischiano l’estinzione, lo strato di ozono dell’atmosfera che ci protegge si sta assottigliando, l’aria, l’acqua, la terra, tutto ciò che mangiamo si sta progressivamente inquinando e degradando, il clima non segue più i ritmi a cui per millenni siamo stati abituati. Il genere umano è responsabile dell’avvelenamento del nostro meraviglioso e unico pianeta, il tutto a causa della corsa al consumismo e all’arricchimento. Sembra quasi che ci siamo dimenticati del nostro senso di responsabilità e dei doveri che abbiamo nei confronti della società in cui viviamo. Produrre, arricchirsi, dimenticarsi della qualità della vita, ci condurrà inevitabilmente all’autodistruzione. Quando avremo accumulato tutto il denaro possibile nelle nostre banche, ci accorgeremo solo allora che non ci servirà più per salvare ciò che abbiamo distrutto con il nostro egoismo. Forse l’affronto peggiore lo stiamo commettendo verso le altre specie animali, così simili a noi nel desiderio di voler sopravvivere e spesso anche nel provar sentimenti, ma così inermi davanti alla distruzione e al dolore. Il nostro dovere morale è quello di capire che forse siamo ancora in tempo per salvare la nostra casa e possiamo intraprendere delle strade alternative per cercare di recuperare il tempo perduto. Gli ingredienti non sono molti, ma dobbiamo usarli tutti con attenzione: utilizzare i mezzi pubblici e ridurre al minimo l’uso delle vetture private, adoperarsi per la raccolta differenziata dei rifiuti, evitare gli sprechi di cibo: fa bene all’ambiente e giova al genere umano: è necessario condividere il nostro cibo, se ne abbiamo in sovrappiù, evitare l’uso di indumenti o altri oggetti non biodegradabili, incrementare la filosofia del risparmio e non del consumismo: i vestiti e gli elettrodomestici non si gettano, ma si riparano, come si faceva una volta, quando l’uomo era più in sintonia con la natura, usare detersivi e prodotti domestici biodegradabili, se non eliminare, almeno ridurre l’uso di carne: il quantitativo di anidride carbonica immessa nell’atmosfera, necessaria per la crescita di un solo animale, è pari alla quantità di anidride carbonica necessaria alla coltivazione di un’enorme quantità di vegetali, con cui si potrebbe nutrire un maggior numero di esseri umani, riducendo anche l’impatto ambientale, favorire il riutilizzo delle merci e degli oggetti di uso quotidiano: un tempo ad esempio si preferiva usare e riusare i contenitori in vetro, in ceramica o in terracotta, piuttosto che servirsi di plastica usa e getta, ordine e pulizia nelle nostre strade dovrebbero essere una caratteristica costante e noi tutti dovremmo contribuire alla conservazione del decoro urbano, evitando almeno di aggiungere con il nostro comportamento rifiuti e sporcizia, avere a cuore il rispetto per gli animali, il che consiste almeno, dico almeno, nel creare allevamenti non intensivi che non inducano alla tortura dei medesimi animali in gabbie di pochi centimetri, costretti a ritmi di vita non più naturali, senza poter respirare all’aria aperta, imbottiti di farmaci e di sostanze chimiche, lottare per la salvaguardia del mondo dovrebbe essere una scelta condivisa universalmente, senza distinzione di credo politico o religioso: essa è un dovere trasversale, siamo tutti sulla stessa barca, noi siamo quel che mangiamo: avvelenare il pianeta significa avvelenare noi stessi. Quando avremo avvelenato ogni singolo granello di polvere di questo pianeta ci accorgeremo solo allora che tutto il denaro accumulato nelle nostre banche non avrà più nessun valore, anche l’uomo fa parte dell’ecosistema. Siamo piccoli nella nostra nullità, piccoli come batteri, e non possiamo diventare i parassiti del pianeta: il mondo potrebbe trovare un giorno inevitabili anticorpi contro di noi. Meglio essere per la Terra batteri simbiotici piuttosto che batteri patogeni. Ricordare l’utilità della plastica: è un’invenzione meravigliosa, può essere riciclata, ma l’abbiamo trasformata in un mostro che ci sta soffocando. Il pianeta Terra è la nostra casa, la nostra unica casa, non ne abbiamo una di ricambio. Ci siamo illusi che il posto in cui viviamo sia al nostro servizio e che possiamo sfruttarlo in ogni modo; ciò è falso, non siamo i proprietari del mondo, ma solo suoi transitori inquilini. Abbiamo il dovere morale di consegnarlo nelle mani dei posteri così come ci è stato dato da chi ci ha preceduto e anzi in condizioni migliori. L’uomo si illude di essere padrone di qualcosa, ma in realtà il rapporto è ribaltato, ne è solo schiavo. Lo scopriamo solo quando comprendiamo che siamo noi a non poter fare a meno della Terra, mentre il pianeta potrebbe fare benissimo a meno di noi.

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