Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

La morte di Luca Sacchi

La morte di Luca Sacchi

(Benedetta Carere, Alice Maiorana) – Sta facendo molto discutere la vicenda che vede coinvolto Luca Sacchi, il ventiquattrenne ucciso lo scorso 23 ottobre in un pub romano da un colpo di una calibro 28. Ma come sono andate veramente le cose? Non mancano dubbi, ipotesi e sospetti da parte degli inquirenti, che da settimane stanno cercando di mettere luce sui fatti. Quella sera, alle ore 23 circa, viene esploso un colpo di pistola ai danni di Luca, un giovane personal trainer; ricoverato d’urgenza all’ospedale San Giovanni, verrà operato ma morirà poche ore dopo. Le telecamere del luogo in cui è avvenuto il delitto hanno ripreso il ragazzo in compagnia della fidanzata e di un amico; usciti dall’inquadratura, si vede arrivare solamente una Smart bianca, dalla quale scendono i due aggressori, Valerio del Grosso e Paolo Pirino che nel giro di quaranta secondi uccidono il giovane e scappano. Sul modo in cui Luca perde la vita non ci sono dubbi, ma le circostanze che hanno portato ad un gesto così estremo rimangono ignote: sembra, infatti, che la fidanzata Anastasya, abbia svolto un ruolo tutt’altro che marginale; quest’ultima perciò rappresenterebbe la chiave di tutto. Ha più volte dichiarato di essersi trattato di una rapina sfociata in tragedia e non di una trattativa di droga, nonostante l’ingente somma di denaro ritrovata nello zaino che quella notte portava con sé. La sua versione dei fatti, però, sembra non reggere: la giovane ha raccontato di essere stata colpita alle spalle da una mazza da baseball, ma i referti del pronto soccorso non hanno rivelato alcun trauma subito alla testa. Incomprensibile inoltre, secondo la madre del ragazzo ucciso, l’improvviso allontanamento di Anastasya dalla famiglia di Luca, alla quale, prima dell’accaduto, era molto legata. Che essa c’entri qualcosa con quanto accaduto resta ancora un punto interrogativo; la sua figura perciò rimane avvolta nell’ombra, a differenza di quella dei due aggressori, subito identificati e arrestati dopo due giorni. Entrambi nati e cresciuti nel quartiere di San Basilio, a Roma, avevano scelto di intraprendere una strada poco raccomandabile: quella sera, infatti, si sarebbero recati nel pub John Cabot per compiere una rapina, secondo quanto affermato da uno dei due, Paolo Pirino, che forse non era a conoscenza della pistola posseduta dall’amico Valerio, colui che sparò il colpo. Gli inquirenti non hanno ancora scoperto che tipo di rapporto ci fosse tra la giovane coppia e i due assassini, e di conseguenza rimane incerta anche la motivazione di quel gesto, a detta di qualcuno troppo estremo per una semplice rapina. Non ci stupiremmo, infatti, se si fosse trattato di uno scambio di droga, in una città come Roma che al giorno d’oggi purtroppo è diventata una delle più grandi piazze di spaccio. Da nord a sud, dalla periferia al centro, vengono spacciati quotidianamente ogni tipo di stupefacenti, ormai alla luce del giorno, senza nessuno scrupolo. Stabilire le vere circostanze dell’accaduto spetterà alle autorità, per ora possiamo solo raccoglierci intorno alla famiglia di Luca, straziata dal dolore e piena di domande. 

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