Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

La moderna Antigone si chiama Ilaria

La moderna Antigone si chiama Ilaria

(di Francesco Sirleto) – “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi previsti dalla legge… E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà” (Art. 13 della Costituzione della Repubblica italiana).
Con ancora nella mente e negli occhi le parole semplici, gli sguardi penetranti, le pause dense di significato che hanno segnato l’intervista rilasciata da Ilaria Cucchi a Mara Venier (domenica 14 ottobre, Rai 1, ore 15,00 circa), non si può pensare a questa donna, così dolce e coraggiosa, serena e implacabile, e alla sua ormai decennale lotta per la verità e la giustizia, senza accostarla ad un’altra splendida figura di donna che la letteratura classica ci ha tramandato come luminoso esempio di gelosa custode degli affetti familiari e, nello stesso tempo, di affermazione di una superiore legge naturale contro le storture e i numerosi inciampi nell’applicazione della legge “positiva”.
E’ Antigone, l’eroina dell’immortale tragedia di Sofocle, il modello, o per meglio dire il paradigma etico, che si incarna, dal lontano 2009 fino ai giorni nostri, nei gesti, negli sguardi, nelle parole e nella lunga battaglia che Ilaria Cucchi sta portando avanti, con ostinazione (e con l’incrollabile convinzione di essere dalla parte della ragione, senza curarsi degli insulti e di una ben orchestrata campagna di stampa finalizzata a presentarla come una donna affetta da follia) per restituire dignità ad un fratello al quale è stata riservata una morte ignobile e disumana. Antigone sfida la legge degli uomini (impersonata da Creonte) pur di offrire dignitosa sepoltura al fratello Polinice, il cui corpo è stato condannato a essere nutrimento per gli avvoltoi; Ilaria ha sfidato gli apparati della “legge”, le menzogne, i depistaggi, i verbali manipolati, i referti medici contraddittori e reticenti, i documenti fatti sparire, pur di restituire al fratello una dignità che gli era stata negata con la violenza, pur di riscattare (ricostruendo la verità  sui suoi ultimi giorni) un povero corpo dallo scempio a cui era stato sottoposto e del quale né medici, né giudici, né agenti penitenziari si erano accorti (o avevano finto di non accorgersi). In questi ultimi giorni, a partire dall’uscita nelle sale del film Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (un film straordinario, che racconta, con un linguaggio essenziale e con umana pietà, la verità sull’ultima settimana di Stefano Cucchi; una grandissima interpretazione del giovane Alessandro Borghi nel ruolo di Stefano e di Jasmine Trinca nei panni di Ilaria) e con la celebrazione del secondo processo sulla morte di Stefano, sta finalmente emergendo la verità terribile e occultata per tutti questi anni.
Sono gli stessi protagonisti negativi a parlare, ad assumersi le responsabilità dei depistaggi e delle manipolazioni dei documenti e dei verbali. E anche coloro (e tra questi vi sono perfino uomini di governo e delle istituzioni) che non hanno risparmiato vergognosi insulti ad Ilaria, pur senza ammettere chiaramente i loro errori e arrampicandosi sui “distinguo”, invitano Ilaria e i suoi genitori nei Palazzi del potere. Bene ha fatto Ilaria a dichiarare che, prima degli incontri riparatori, sono necessarie e doverose le scuse. Ma, al di là delle scuse degli uomini di governo, ciò che occorre è che la verità si imponga nei cuori e nelle menti delle donne e degli uomini, delle ragazze e dei ragazzi che popolano questo Paese.
Ben venga dunque l’invito di Ilaria a trasmettere il film Sulla mia pelle in tutte le scuole italiane. Invito che il mio liceo, Benedetto da Norcia, accoglie prontamente. La prima assemblea degli studenti, dopo il rinnovo dei loro rappresentanti, sarà dedicata alla proiezione del film e al successivo dibattito. A questa assemblea Ilaria, madre di un nostro alunno, ha già dato la sua adesione e non mancherà certamente di partecipare. In quanto docenti e studenti del liceo Benedetto da Norcia siamo orgogliosi della presenza, all’interno della nostra comunità educante, di una donna come Ilaria Cucchi e del valore educativo ed etico della sua battaglia per la verità e per la giustizia.

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