Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

Il mini cuore che ha salvato una bambina

Il mini cuore che ha salvato una bambina

Pochi giorni fa all’ospedale Bambino Gesù di Roma una bambina di 3 anni ha subito un’operazione al cuore con impianto di un mini-cuore artificiale che le ha salvato la vita. La bambina, affetta da miocardiopatia dilatativa, aveva già subito l’impianto di un cuore artificiale paracorporeo. La bimba sembrava aver recuperato grazie a questo le funzioni cardiache e i medici hanno tentato di rimuoverlo, purtroppo senza successo. In attesa del trapianto, la sua unica opzione era una pompa intratoracica chiamata Infant Jarvik 2015, un dispositivo intraventricolare che permette ai pazienti di essere mandati a casa nell’attesa del trapianto. L’ospedale ha ottenuto l’autorizzazione dalla FDA (Food and Drug Administration) all’inizio di quest’anno e pochi giorni fa il cardiochirurgo Antonio Amodeo con la sua equipe ha salvato la vita alla piccola.
Il dispositivo Infant Jarvik 2015 è stato sviluppato all’interno del progetto PumpKIN con il fine di creare un dispositivo adatto ai pazienti più piccoli, per i quali non ne risultano appropriati quelli già esistenti.
«Il NHLBI (National Heart Lung and Blood Institute) ha iniziato il programma PumpKIN nel 2004 per finanziare lo sviluppo e la valutazione clinica del Jarvik 2015 VAD e di altri dispositivi simili, poiché i bambini con insufficienza cardiaca avevano a quei tempi un numero davvero ridotto di opzioni che gli consentisse di rimanere in vita – ha detto Timothy Baldwin, responsabile NHLBI del progetto PumpKIN – Questo è vero ancora oggi. Tenendo conto di tutti gli sforzi fatti per arrivare fino a questo punto, l’apparente successo del primo impianto effettuato presso il Bambino Gesù è per noi molto gratificante. Mentre ci prepariamo all’inizio della sperimentazione clinica qui negli Stati Uniti, quest’esperienza ci aiuterà a capire meglio come funziona il dispositivo e come prenderci cura al meglio dei delicati pazienti tenuti in vita grazie al Jarvik 2015».
Nei 14 anni del progetto PumpKIN, la FDA ha concesso solamente due autorizzazioni per l’uso del dispositivo. La prima, nell’aprile del 2012, riguardava il prototipo di questo dispositivo. Fu concesso sempre al Bambino Gesù per salvare la vita di un bambino di 16 mesi. La seconda autorizzazione è quella che ha permesso di salvare la vita della piccola paziente di 3 anni ricoverata dallo scorso luglio presso il dipartimento medico e chirurgico di cardiologia pediatrica della stessa struttura.
La sperimentazione clinica avrà inizio a breve in America, ma gli studi preclinici indicano già ottimi risultati.
Il Dottor Antonio Amodeo spiega che se i trial clinici andranno a buon fine, si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione nell’assistenza meccanica pediatrica.
Questa è solo una tappa della crescita e dello sviluppo della medicina: ha fatto passi da gigante fino ai giorni nostri, e continuerà a farli.

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