Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

Foibe tra i partiti una tragedia che divide

Foibe tra i partiti una tragedia che divide

(Giorgia Pacini e Martina Paravati) – Nonostante le accuse di negazionismo verso le foibe, il Presidente dell’Anpi Carla Nespolo, prende di petto la destra accusatrice ed esprime la sua opinione riguardo il tragico evento: “Le foibe sono state una tragedia nazionale che ricopre un vastissimo arco di tempo”, prosegue “in molte realtà italiane l’Anpi ha collaborato con altre associazioni per ricordare questa pagina tragica della nostra storia” e in più per rispondere alle accuse della destra riguardo ai finanziamenti dal Governo controbatte “all’Anpi il Governo non dà contributi a fondo perduto bensì finanzia progetti di ricerca che vengono accolti dal Ministero della Difesa, sulla base di precise proposte e dopo aver ottenuto parere favorevole delle Commissioni Difesa della Camera e del Senato”. Il secondo ente che si è espresso riguardo la strage delle foibe è stata l’Associazione dei profughi Dalmati-Giuliani che per celebrare la memoria di quel giorno e degli esodi ha organizzato una manifestazione al giardino degli Istri, Giuliani, Dalmati di Varese. Durante la commemorazione è stata posta una corona d’alloro su un cippo di una pietra d’Istria . Tale evento è stato voluto dal Comitato Provinciale di Varese dell’Associazione Nazionale Venezia, Giulia e Dalmazia e dal Comune. In più l’associazione, per far conoscere all’Europa la strage delle foibe, dal 5 al 7 febbraio ha organizzato una mostra fotografica e due tavole rotonde al Parlamento Europeo promosse da una cordata di associazioni. Per non avere solo il punto di vista italiano dichiarano: “abbiamo chiesto agli stessi successori della Jugoslavia di aprire i propri archivi per sapere la sorte del deportati di Tito e presentato in sede europea i diritti violati degli esuli istriani, fiumani e dalmati”. Queste le posizioni che, seppure con una inevitabile approssimazione, possono essere attribuite al campo moderato e della sinistra del nostro paese. Diverso l’approccio di Fratelli d’Italia e Casa Pound che, rappresentando posizioni di destra il primo e di estrema destra neofascista il secondo, rivendicano una rinnovata memoria per questa giornata che, a parer loro, per troppo tempo ha vissuto omissioni inaccettabili. Su questa linea, seppure con la consueta autorevolezza, il noto giornalista di destra Gian Micalessin che sulle pagine de Il Giornale, rivolgendosi a Mattarella chiede ”un messaggio forte e autorevole capace di spazzare via le ambiguità e rinnovare il senso di una tragica memoria condivisa”, inoltre, riferendosi alla giornata delle foibe, afferma: “il problema non è l’Anpi, ma è lo scarso impegno profuso dalle istituzioni nel corroborare e ravvivare quel ricordo. L’esempio più evidente è il paradosso di un film come Red Land: Rosso Istria. Eppure nonostante sia il primo a raccontare questa tragedia il film è stato condannato a pochi giorni di programmazione nelle sale periferiche delle grandi città. Un’insensibilità riscattata dalla programmazione Rai ma che testimonia come parte della nostra storia sia ancora lontana dal diventare memoria condivisa. Eppure Lei converrà, Signor Presidente, che rinunciare ad una storia comune è quanto mai pericoloso perché significa contribuire a divisioni, lacerazioni e manifestazioni di odio di parte”. In aggiunta Il Giornale accusa la sinistra di aver dimenticato il passato, quando erano proprio loro a non voler accogliere i profughi dall’esodo accusandoli di aver lasciato il “paradiso comunista“. L’ultima parola spetta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che definisce le foibe come ”Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale che causarono lutti, sofferenza e spargimenti di sangue innocente. Non fu una ritorsione contro i torti del fascismo perché tra le vittime italiane vi erano molte persone che non avevano nulla a che fare con i fascisti” e sottolineando l’importanza dell’Unione Europea afferma che: ”da quando esiste, popoli amici e fratelli collaborano insieme per la pace e il progresso, la difesa della democrazia e la prosperità”. Mattarella dice ciò per sottolineare la brutalità di quell’evento e, ora che la storia è conosciuta da tutti, non far cadere di nuovo l’umanità in errori del genere.

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