Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

Doping, un mito che ti sgonfia l’anima

Doping, un mito che ti sgonfia l’anima

(Gabriele Granata, Alessia Riccardi) – Sempre più persone fanno uso di sostanze dopanti per gonfiare il fisico e le prestazioni sportive. Le sostanze pericolose più assunte sono nel 27% dei casi anabolizzanti, stimolanti di natura varia nel 49% , proteine, amminoacidi nel 36% e dimagranti nell’11%.spingono il fisico al di là dei suoi limiti e al tempo stesso danneggiano gravemente la salute. Il doping è vietato severamente dai regolamenti sportivi, eppure è molto diffuso.  È soprattutto l’atleta in formazione che può essere indotto all’uso di sostanze con effetto doping, sia per imitazione di atleti famosi, sia perché sottoposto a crescenti pressioni da parte di genitori, allenatori e, non in ultimo, coetanei, per il miglioramento a tutti i costi delle prestazioni atletiche e per un bisogno di accettazione sociale. Ne consegue che sempre più di frequente ci si avvicina all’uso di farmaci o integratori dietetici ancor prima di apprendere le tecniche basilari dell’allenamento. Recentemente è stato effettuato un maxi sequestro di farmaci dopanti provenienti dall’est Europa. Sono stati trovati anabolizzanti, steroidi, ormoni della crescita per gonfiare i muscoli e aumentare così le prestazioni, arrivati lecitamente da Polonia e Bulgaria per rifornire le palestre di molte province d’Italia. Attraverso un’analisi dei conti correnti è stato scoperto un giro di affari di 500.000 euro annui, bloccato dai carabinieri di Ascoli Piceno e dal NAS di ancona. L’indagine è partita del 2018, a seguito di accertamenti nei confronti di un personal trainer di Folignano, sospettato di svolgere un’attività di commercio illecito di sostanze dopanti e sono arrivati a ricostruire una rete di trenta province (Ascoli Piceno, Bari, Barletta-Andria-Trani , Brescia, Cagliari, Cremona, Ferrara, Foggia, Latina, Lodi, Lucca, Massa Carrara, Messina, Milano, Padova, Parma, Perugia, Pesaro-Urbino, Reggio Calabria, Roma, Savona, Siracusa, Taranto, Terni, Torino, Trapani, Treviso, Trieste, Varese e Viterbo). I destinatari sono atleti del settore agonistico ma anche semplici appassionati. Nell’inchiesta risultano 55 persone indagate, ritenute a vario titolo responsabili di “ricettazione, utilizzo o somministrazione di farmaci al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, nonché importazione illegale e vendita di medicinali al pubblico a distanzasenza autorizzazione“. ll doping può essere definito come un inganno nei confronti della società, perchè è un comportamento diretto a ledere con l’inganno un diritto altrui, che è quello di competere alla pari. Quando l’obiettivo è solo la vittoria è facile convincersi della correttezza di questo reato, anche perché è l’ambiente sportivo stesso che ha favorito l’affermarsi di questa mentalità, che ha come obiettivo lo sfruttamento senza limiti del campione e dei giovani talenti. Purtroppo l’ambiente sportivo non è sempre interessato a educare i giovani mentre è disponibile a lasciarli crescere nel mito di campioni discutibili.

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