Il Sanpietrino giornalino degli studenti del Liceo Benedetto da Norcia

Corea del Nord, il luogo sospeso nel tempo

Corea del Nord, il luogo sospeso nel tempo

(Gabriele Granata, Alessia Riccardi) – Oggigiorno utilizzare internet, guardare la tv oppure scorrere la pagina di Instagram possono sembrare azioni abituali, ma nella “prigione a cielo aperto” nulla funziona così. Definita così da molti giornalisti e studiosi la Corea del Nord è divenuta una tra le località mondiali maggiormente avvolte nel mistero. Si posseggono molte testimonianze di alcuni fuggitivi, ma nello specifico le molte leggi che regolano questa società sono tutt’ora sconosciute. La Corea del Nord è un paese dell’Asia orientale, occupa la porzione settentrionale della penisola Coreana che si protende dal continente asiatico tra il Mar del Giappone e il Mar Giallo. La sua capitale, Pyongyang, il cui significato in giapponese è “Terra piatta”, si trova nella zona centro-sud del paese. Oltre a essere la capitale, costituisce il centro commerciale e culturale. Sono poche le notizie riguardanti questo stato, ma grazie alle testimonianze dei pochi viaggiatori che sono riusciti a visitare lo stato e di coloro che sono fuggiti si è riusciti ad avere un’idea di come la Corea del Nord funzioni.

Dalla religione all’istruzione i nordcoreani sono controllati sotto ogni punto di vista e vivono nella convinzione che anche il mondo all’esterno funzioni allo stesso modo. Sin da bambini, come mostra Hyeonseo Lee, fuggitiva nordcoreana, in un’intervista, si cresce con la convinzione che la Corea del Sud, il Giappone e l’America siano loro nemici. -Sono cresciuta cantando una canzone chiamata “Nulla da invidiare” e ne ero molto fiera, a scuola studiavamo la storia di Kim II-Sung, ma non sapevo nulla sul mondo esterno- Le persone crescono in bolle di vetro, da cui è difficile uscire. I cittadini sono educati in modo tale che, qualora riescano a fuggire dal loro stato, la vita al di fuori sia difficile se non impossibile. Sono molto frequenti i casi infatti di uomini e donne che fuggiti dalla Corea del Nord, con molta fatica, sono stati catturati e rimpatriati. In Cina infatti coloro che riescono a fuggire dalla Corea del Nord sono ritenuti immigrati illegali e subito dopo essere stati catturati sono rispediti nuovamente nel loro paese d’origine dove spesso sono torturati o uccisi insieme alla loro famiglia; la costituzione nordcoreana infatti è regolata su questo principio: la pena si trasmette di generazione in generazione. L’unica soluzione per coloro che fuggono, è rifugiarsi nella Corea del Sud, unica località dove questi fuggitivi possono vivere e divenire cittadini a pieno diritto. Quando si parla di religione invece, la situazione è completamente differente. Nessun tipo di religione è ammessa all’interno del paese, le uniche figure da venerare sono coloro che hanno governato e ancora governano il paese. La dinastia dei Kim. Chiunque viene scoperto a possedere o leggere un testo sacro viene giustiziato apertamente. -Avevo solo 7 anni quando assistetti alla mia prima esecuzione pubblica, ma ho sempre pensato che la mia vita in Corea del Nord fosse normale- (Hyeonseo Lee, Ted Talk) Le parole di Hyeonseo Lee dimostrano dunque le tesi approvate da più giornalisti e studiosi: la propaganda di questo stato è così solida e ben strutturata che i cittadini credono che tutto ciò che stanno vivendo sia normale. –La vita in Nord Corea è difficile, se non impossibile, specialmente quando si è poveri. Ho un immagine impressa nella mia memoria, che è indelebile. Mi trovavo ad una stazione, mentre aspettavo il treno, quando ho visto una donna deceduta sul ciglio della strada, che teneva tra le sue braccia un bambino di pochi anni, morto anche lui. Nessuno però si interessava a loro, erano tutti troppo impegnati a vivere la loro vita e a provvedere per le proprie famiglie- (Hyonseo Lee, Ted Talk) Una società basata ancora sulle caste chiuse. Se si nasce contadino, si rimarrà contadino per tutta la propria vita, anche se si posseggono molte doti o ricchezze, quello è il destino dei cittadini. –La Corea del Nord è un gulag che si impone come una nazione, ogni canzone, ogni libro, ogni serie tv. C’è un solo soggetto. I fiori hanno il suo nome, le montagne incise con i suoi slogan, ogni cittadino porta sempre una spilla del Grande Leader, e persino il loro calendario comincia con la nascita di Kim II-Sung- (Suki Kim, Ted Talk). L’esperienza narrata da Suki Kim, lascia senza fiato. Insegnante sudcoreana ha vissuto per alcuni anni nella Corea del Nord insegnando a dei giovani ragazzi, futuri soldati, in un’università; in realtà un carcere. Gli insegnanti potevano uscire solo se accompagnati da un vigilante e le gite erano limitate solamente ai monumenti nazionali. Tutto ciò che i ragazzi apprendono deve essere approvato dai dirigenti nordcoreani, in ogni classe vi era una videocamera e delle cimici per poter registrare tutto ciò che veniva impartito ai giovani. Non si può discutere sul mondo esterno. Tutto ciò che i giovani studenti sanno sulla scienza, sulla tecnologia, o sulla letteratura proviene dal loro paese. L’esterno è il nemico, e gli insegnanti non possono rivelarlo.Nel loro mondo il pensiero critico è inesistente, stanchi di questa realtà immutabile molti tentano la fuga, spesso andando incontro alla morte; realtà che se vista dagli occhi di un cosmopolita può sembrare assurda e irrazionale, ma per loro è la normalità, una normalità da cui è impossibile fuggire. Una realtà che può sembrare solamente ipotetica o una bugia, ma che rinchiude e non permette di vivere tutti coloro che ne fanno parte e che tutti i giorni vivono pensando che tutto ciò sia uguale nel resto del mondo.

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